mercoledì 17 aprile 2013

Quanto scommettere? - Personal stake e predisposizione al rischio -

Assioma: "Se il rischio della puntata è basso, devo far corrispondere una somma più alta da investire, e viceversa una scommessa "rischiosa" corrisponde ad una puntata sicuramente più bassa".

Vi esorto a seguire alla lettera quanto sopra: ha poco senso investire basse somme (10% dello stake) su moltiplicatori (la quota offerta dalle varie betting-house, o la sommatoria di esse) bassi, e nel contempo è troppo rischioso buttarne più del 50% su puntate che oggettivamente hanno una scarsa percentuale di uscita.

Una qualità del bravo scommettitore è sicuramente quella di saper gestire le puntate tra alte e basse, così da assicurarsi la copertura della spesa effettuata.
Non deve lasciarsi andare a sogni o a sensazioni o ad entusiasmi del momento, e sprecare Euro/Dollari/Yen, ma deve tenere sempre accesa la spina della ratio: non facile, anche perchè accadrà sicuramente che certe scommesse che non vengono fatte perché la ragione ha detto NO, si riveleranno vincenti.
State tranquilli che, se penserete anche a quelle che avreste voluto fare, poi rivelatesi perdenti, capirete di aver risparmiato dei soldi!

Una variabile da specificare è, come da titolo, la propria "predisposizione al rischio": senza entrare nella parte introspettiva di essa, si riassume nel dire, per quanto non lo sia già palese, che ognuno è portato più o meno ad azzardare verso l'alto o verso il basso.

E' importante non sottovalutare questo aspetto, e capire a quale categoria apparteniamo: questo ci servirà per risolvere i dubbi che ci assaliranno nel corso della vita da bettor. Ma questa è un'altra storia, che (purtroppo) ognuno vivrà sulla propria pelle, e che in questo blog non viene affrontata.
(ehi, niente di tragico, ci mancherebbe!!! mi permetto solo di dire che, se siete convinti di quello che avete giocato, nulla potrete poi rimproverarvi).

buona giornata





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